- Durata dell’incentivo e regola della consegna
- Requisito “Made in EU”
- La procedura di accesso
- Perizia tecnica e certificazione contabile
- Investimenti in energie rinnovabili: cosa è ammesso
- Controlli, obblighi documentali e rischi di decadenza
- Diaboard nel nuovo Decreto di Iper ammortamento
Iper ammortamento 2026: le novità introdotte dal decreto attuativo
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il decreto attuativo che definisce in modo puntuale le regole del nuovo iper ammortamento 2026-2028, l’incentivo che sostituisce Transizione 4.0 e 5.0 e che punta a sostenere gli investimenti in beni strumentali, tecnologie digitali e sistemi per l’autoproduzione di energia rinnovabile.

Il provvedimento chiarisce criteri, procedure e requisiti tecnici necessari per accedere al beneficio, introducendo anche una definizione precisa di “Made in EU” per beni materiali, software e impianti FER. Ecco i punti principali.
Durata dell’incentivo e regola della consegna
Il nuovo iper ammortamento copre gli investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, senza finestre annuali.
Un elemento chiave riguarda la data di effettuazione dell’investimento: il decreto richiama l’art. 109 del TUIR, stabilendo che fa fede la data di consegna del bene, non quella dell’ordine.
Sono quindi validi anche ordini precedenti al 2026, purché la consegna avvenga nel periodo agevolato.
Requisito “Made in EU”
L’incentivo è destinato esclusivamente ai beni prodotti all’interno dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo. Il decreto chiarisce in modo dettagliato come determinare l’origine europea dei beni, distinguendo tra materiali e software.
1.Beni materiali: macchinari e impianti FER
Per dimostrare l’origine UE/SEE, l’impresa deve essere in possesso di uno dei seguenti documenti:
Certificato di origine rilasciato dalla Camera di Commercio;
Dichiarazione del produttore che attesti la produzione o l’ultima trasformazione sostanziale in territorio UE/SEE.
Nel caso dei moduli fotovoltaici, sono ammessi solo quelli che rispettano specifiche soglie minime di efficienza e risultano inseriti negli elenchi ufficiali ENEA.
2. Software “Made in EU”
Per i beni immateriali, il produttore del software deve fornire una dichiarazione che specifichi:
il luogo in cui è stato svolto lo sviluppo sostanziale (architettura, codice, testing);
che almeno il 50% del valore delle attività di sviluppo è riconducibile a soggetti stabilmente operanti in UE/SEE;
l’eventuale presenza di componenti open source di terze parti, che non incidono sulla determinazione dell’origine.
La procedura di accesso
Per ottenere l’incentivo, le imprese devono seguire un iter scandito da tre passaggi tramite piattaforma GSE:
Comunicazione preventiva: indica importo, tipologia e sede degli investimenti programmati.
Comunicazione di conferma: da inviare entro 60 giorni dalla risposta del GSE, con prova del pagamento del 20% del bene.
Comunicazione di completamento: entro il 15 novembre 2028, con perizie, certificazioni e documentazione tecnica.
Il GSE effettua controlli formali e può richiedere integrazioni entro 10 giorni.
Perizia tecnica e certificazione contabile
Per accedere al beneficio è necessaria una perizia asseverata, che deve attestare:
conformità tecnologica ai requisiti degli allegati IV e V del decreto;
avvenuta interconnessione ai sistemi aziendali;
per le rinnovabili, rispetto dei requisiti di autoproduzione e autoconsumo.
La perizia può essere firmata da ingegneri, periti industriali o enti accreditati, tutti con copertura assicurativa adeguata.
Per beni sotto i 300.000 €, è ammessa un’autodichiarazione del legale rappresentante.
È inoltre richiesta una certificazione contabile rilasciata da un revisore legale.
Investimenti in energie rinnovabili: cosa è ammesso
Sono agevolabili:
gruppi di generazione elettrica;
sistemi di accumulo;
trasformatori e misuratori;
impianti termici per calore di processo;
impianti di stoccaggio dell’energia.
Gli impianti possono essere installati anche in unità catastali diverse, purché collegate alla stessa struttura produttiva.
Il dimensionamento deve rispettare un limite: la producibilità massima non può superare il 105% del fabbisogno energetico annuo.
Il decreto definisce anche i massimali di costo per fotovoltaico, eolico, pompe di calore e sistemi di accumulo.
Controlli, obblighi documentali e rischi di decadenza
Il GSE verifica la correttezza della documentazione e la conformità tecnica degli investimenti.
Le imprese devono conservare tutti i documenti per 10 anni.
Irregolarità, false dichiarazioni o cessione dei beni all’estero senza adeguata sostituzione comportano:
decadenza dal beneficio,
recupero delle somme,
applicazione di interessi e sanzioni.
Diaboard nel nuovo Decreto di Iper ammortamento
Diaboard è pienamente conforme ai requisiti previsti dal nuovo iper ammortamento 2026-2028, un incentivo che introduce criteri più rigorosi ma anche più trasparenti per gli investimenti in beni strumentali. La piattaforma risponde infatti ai principi chiave del decreto: origine europea del software, tracciabilità delle attività di sviluppo, interconnessione nativa con i sistemi aziendali e capacità di supportare processi digitali certificabili.
Grazie alla sua architettura modulare, Diaboard si inserisce nel modello di digitalizzazione richiesto dalla normativa, che premia soluzioni in grado di dialogare con macchinari, sensori, sistemi MES/ERP e infrastrutture di fabbrica.
Per le imprese manifatturiere e per chi opera nell’automazione industriale, si tratta di un’opportunità significativa per accelerare investimenti tecnologici e migliorare l’efficienza energetica, a condizione di pianificare per tempo e gestire con precisione l’intero iter documentale.
Per maggiori informazioni scrivi a: info@almec.net














